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I PORTICI DI BOLOGNA.

I caratteristici Portici Bolognesi

Circa 45 chilometri di portici sono sicuramente un record, se li potessimo immaginare in linea d'aria potremmo congiungere il centro di Bologna col centro di Modena.

Tutti i portici di Bologna hanno una loro suggestione ma probabilmente per percepirne a fondo il fascino le strade consigliate potrebbero essere Galliera, Zamboni, San vitale, Santo Stefano, Castiglione e strada Maggiore; per non parlare di quelli che salgono al santuario della Beata Vergine di San Luca sulla collina che sovrasta bologna e che, partendo dalla porta Maggiore fanno poco meno di otto chilometri di passeggiata ininterrotta.

Questo portico fu realizzato nel 1674 e consta di ben 666 archi. L'imponente inizio del portico a Porta Saragozza e' opera del Monti che lo progetto' nel 1675. L'Arco del Meloncello fu invece progettato piu' tardi (1732) da Carlo Franceso Dotti Con la finalita' di collegare il portico che parte verso San Luca con quello che raggiunge il cimitero della Certosa. Un ricordo storico: proprio all'altezza degli archi 66/68 (dove oggi sorge la Torre Maratona dello Stadio di Calcio) l'8 agosto del 1849 furono fucilati dagli austriaci Ugo Bassi e Giovanni Livraghi.

Il piu' antico portico di Bologna e' quello degli Alemanni realizzato a partire dal 1619 e si sviluppa su 167 arcate di complessivi 650 metri. Fu realizzato per iniziativa dei Carmelitani Scalzi che conducevano la basilica di S. Maria lacrimosa degli Alemanni.

Un portico architettonicamente sicuramente suggestivo e' quello dei SERVI realizzato a partire dal 1393. E' particolarmente slanciato grazie anche alle generose dimensioni sia in altezza che in larghezza ed e' sostenuto da colonne sottili che ne slanciano elegantemente la fugura architettonica. Il 13 marzo del 1927 a causa di un crollo dovuto alla pessima manutenzione rimase vittima un passante. Le strade con i portici piu' lunghi sono via Santo Stefano (2 Kmt), Via Saragozza (1,6), Via San Felice (1,5), Via indipendenza (1,4) seguite da Via San Vitale, Via Zamboni, Via Galliera e Via Lame (tutte all'incirca 1,2).

Impossibile poi calcolare la quantita' di capitelli che adornano i portici: tra i piu' belli possiamo ricordare quelli che abbelliscono la loggia della Mercanzia che raffigurano piante rigogliose e che furono realizzati da Giovanni di Riguzzo e Piero Dalle Masegne.

Si dice poi che due capitelli del loggiato superiore del Chiostro di Santo Stefano abbiano suggerito a Dante la famosa pena riservata ai superbi (Purgatorio, Canto X) in cui i peccatori si trascinano ricurvi sotto il peso di massi enormi; e ancora gli avrebbero fornito l'ispirazione per la pena riservata agli impostori che professano l'Arte Divinatoria e che sono costretti a camminare con collo e volto ruotati all'indietro sulle spalle.